Perchè è importante “Self-distancing” – “Auto Distaccamento”?

…/ continued from part 1

Se vi trovate dentro la situazione dove vi hanno trattato male, cosa ha detto lei, come l’ha detto, e come vi ha fatto sentire, potrebbe essere che stiate reagendo da un prospettiva “self immersed” “introspettiva”. Comunque una prospettiva “self distanced” mostra l’abilità di tornare sui propri passi e vedere se stessi in maniera più obbiettiva.

Self-distancing and why it matters

If you are caught up in all of the emotionally arousing details of how you were wronged, what she said, how she said it, and how it makes you feel, you may be reacting from a self-immersed perspective. However, a self-distanced perspective features the ability to take a step back and view yourself more objectively.

Le Emozioni, lo Stress e la Reazione vengono ridotte

Secondo una ricerca, quando le persone adottano l’auto distaccamento mentre discutono riguardo un evento spiacevole, realizzano un senso migliore delle proprie reazioni, sperimentano meno stress emotivo e mostrando meno segni fisiologici di stress. A lungo andare, sperimentano inoltre, una ridotta reattività nel ricordare lo stesso evento problematico settimane o mesi più tardi e si sentono meno vulnerabili a pensieri ricorrenti (o rimuginazione).

Reduced  Emotional stress and Reactivity

According to research, when people adopt a self-distanced perspective while discussing a difficult event, they make better sense of their reactions, experience less emotional distress, and display fewer physiological signs of stress. In the long-term, they also experience reduced reactivity when remembering the same problematic event weeks or months later, and they are less vulnerable to recurring thoughts (or rumination). 

Aumento della produttività

L’auto distaccamento (sia nel caso in cui è richiesto dai ricercatori sia in cui è un’esperienza spontanea) sembrerebbe condurre ad “un’auto-riflessione adattiva” più produttiva mentre si smaltiscono le esperienze negative. Studi con i bambini e con gli adolescenti suggeriscono che l’auto-distaccamento aiuti entrambe i gruppi (di età) ad allontanarsi dalla trappola del ricordare dettagli con emozioni forti e verso la ricostruzione di un evento stressante in modo da suscitare nuove idee e chiusura.

Altre ricerche indicano chel’adozione dell’auto-distaccamento possa far guadagnare altri vantaggi, includendo una riduzione dei pensieri aggressivi, sentimenti di rabbia  e l’abilità di prendere dimestichezza con i conflitti relazionali.

Increased Productivity

“Self-distancing” (whether cued by researchers or experienced spontaneously) seems to lead to more productive and “adaptive self-reflection” while processing negative experiences. Studies with children and adolescents suggest that self-distancing helps both age groups to move away from the trap of recounting emotionally activating details and toward reconstructing a distressing event in a way that provides some insight and closure.

Other research indicates that “self-distancing” practices may yield additional benefits, including a reduction in aggressive thoughts, angry feelings and the ability to better manage relationship conflicts.

Come funziona “l’auto-distacco” in azione?

Prima di tutto abbiamo bisogno di aumentare prospettive sugli eventi negativi e la prima mossa è quella di tornare sui propri passi e analizzare i sentimenti senza rimuginarci sopra.

Lo si può fare anche subito.

Si consideri un conflitto tipico “ha detto”. Queste due ipotetiche persone – che noi chiameremo Tom e Jessica- si sentono ferite e rivivono il litigio nelle loro teste… e anche fuori!

Se dimostrno prospettive autoimmersive, si concentrano sui loro sentimenti. Jessica starà pensando — “Sono furiosa con lui! Non posso credere che mi abbia fatto questo!”. E Tom è fermo sul fatto che “lei ha ferito vermanete tanto i miei sentimenti”. Probabilmente raccontano a se stessi anche i dettagli dell’evento come “ha

 

But what might “self-distancing” look like in action?

First of all we need to gain perspective on negative events and the first move is to take a step back and analyze your feelings without ruminating.

You could do this right now.

Consider a typical “he said/she said” conflict. These two hypothetical people —we’ll call them Tom and Jessica—feel wronged, and they replay their argument in their heads…and out loud with you!

If they display self-immersed perspectives, they are each focusing on their own feelings. Jessica is thinking, “I’m furious with him, and I can’t believe he did that to me.” And Tom is fixated on the fact that, “She really hurt my feelings.” They are also likely recounting all of the details of the event (“He grabbed my notes, and then, and then…”).

Usando la terza persona

Tuttavia, se chiedete loro di assumere il punto di vista di una terza persona, un osservatore distaccato (preferibilmente dopo aver interrotto l’uno dall’altro), potrebbero uscire da se stessi e fare domande più ampie. Tom potrebbe letteralmente chiedere a se stesso, pensando in terza persona: “Perché si è sentito così ferito in questa situazione?” Oppure Jessica potrebbe chiedersi: “Come hanno fatto queste due persone ad arrivare a  questo punto?In che modo la sua roabbia lo ha colpito ? ”

Anche se questo approccio per essere efficace sembrerebbe essere troppo semplice, numerosi studi con bambini, adolescenti e adulti (giovani e anziani) indicano che uno spostamento del punto di vista può avere un potente effetto sul modo di pensare, percepire e comportarsi. Sia che si educhino ragazzi attraverso i problemi o lavorando da soli, ci sono diverse tecniche che e possibilie adottare.

Using the 3rd person

However, if you ask them to take the third-person perspective of a distanced observer (preferably after they have taken a break from each other), they might step outside of themselves and ask broader questions. Tom might literally wonder about himself, thinking in the third person, “Why was he so hurt in this situation?” Or Jessica might ask, “How did these two people get to this point? How did her anger affect him?”

Although this approach may sound a little canned or too simple to be effective, numerous studies with children, adolescents, and adults (young and old) indicate that a shift in vantage point can have a powerful effect on the way we think, feel, and behave. Whether you’re coaching kids through problems or working on your own, there are several different techniques you can try.

Focus on using third-person pronouns—he, she, they—when engaging in self-talk. This simple shift in language may be the most helpful form of self-distancing (as demonstrated above). When people used their own names and/or drew on non-first-person pronouns during self-talk, they were able to see social stressors as challenging (and surmountable) rather than threatening and anxiety-provoking.

Continue to part 3

Vi siete mai chiesti come mai dopo tanti anni di studio della lingua Inglese non siete ancora in grado di parlarla?

Si dice che  in qualsiasi cosa per migliorare si debba fare più pratica.

Forse avete anche paura ad aprire bocca per non voler fare errori.

Questo è naturale, nessuno vuole trovarsi in una situazione imbarazzante.

Come si fa a parlare senza sentirsi imbarazzati?

La nostra scuola di inglese è molto accogliente

Per vincere l’imbarazzo ci vuole un ambiente accogliente dove ci si sente a proprio agio per lasciarsi andare e parlare senza pensare prima in Italiano ed a tutte le regole grammaticali.

Durante le lezioni si discute sempre argomenti stimolanti

Ci vuole poi un argomento stimolante, persone piacevoli e qualcuno che possa aiutare quando non vi ricordate come si dice qualcosa e magari anche un posto dove si  può ordinare un té o un caffè.

Ma esiste un posto così?

Certo che esiste un posto così, è a Firenze in Via Carlo Poma, 7/9r, zona Coverciano, San Salvi.  Si chiama English Well Spoken ed è una scuola di inglese, libreria e tearoom.

Si impara con l’approccio Holistic Learning

E’ molto accogliente e si impara con la metodologia di Holistic Learning attraverso conversazione e creatività con insegnanti che sono empatici, pazienti e madrelingua.

Ma cos’è Holistic Learning?

Holistic Learning è un metodo che prende in considerazione  tutti gli aspetti delle persone sia adulti che ragazzi e bambini ed è anche ideale per persone con difficoltà nell’apprendimento.

Ma questo metodo funziona?

Come potete vedere dalle recensioni sui social media e google con questo approccio tutti gli studenti di English Well Spoken sono soddisfatti al 100%.

Fanno progressi fino dalla prima lezione

In poco tempo riescono a migliorare la loro autostima e scioltezza nella lingua. Tanti dicono che è come stare a casa, che ci si sta bene e che è un posto perfetto per imparare.

Venite a trovarci!

Perché non venire a dare un’occhiata e chiedere  informazioni? Potrete parlare con la direttrice della  didattica per stabilire il vostro livello e poi decidere se volete cominciare a  fare progressi veramente con il vostro Inglese.